L’Australia in fiamme, la neve in Sicilia, le gelate nel deserto e i tifoni nel Sud-est asiat
ico sembrerebbero dati che smentiscono le previsioni fatte fin ora dai profeti dell’effetto serra, ma non è così: sebbene, durante l’inverno del 2008, si sia battuto il record italiano di freddo, che da -34.6 è diventato -43.8, i climatologi ritengono che questa solo la dimostrazione del fatto che nel clima c’è qualcosa che non va, che c’è qualcosa che ha generato incredibili picchi di particolari situazioni metereologiche (in Argentina si è battuto il record di siccità e sull’Atlantico si sono abbattuti uragani mai visti): questo è il riscaldamento globale.
Tibaldi1,professore di fisica e ex direttore del Simc, infatti, spiega che”il cosiddetto risca
ldamento globale significa l’aumento degli eventi metereologici estremi, come uragani, ondate di calore, siccità prolungate alternate a piogge torrenziali, frane e alluvioni.”.La conseguenza di questo fatto è che: “piove sempre meno d’estate e sempre di più in inverno, passando dalla siccità agli allagamenti, con il suolo che non riesce neppure ad assorbire le precipitazioni violente ed improvvise”.
ico sembrerebbero dati che smentiscono le previsioni fatte fin ora dai profeti dell’effetto serra, ma non è così: sebbene, durante l’inverno del 2008, si sia battuto il record italiano di freddo, che da -34.6 è diventato -43.8, i climatologi ritengono che questa solo la dimostrazione del fatto che nel clima c’è qualcosa che non va, che c’è qualcosa che ha generato incredibili picchi di particolari situazioni metereologiche (in Argentina si è battuto il record di siccità e sull’Atlantico si sono abbattuti uragani mai visti): questo è il riscaldamento globale.Tibaldi1,professore di fisica e ex direttore del Simc, infatti, spiega che”il cosiddetto risca
ldamento globale significa l’aumento degli eventi metereologici estremi, come uragani, ondate di calore, siccità prolungate alternate a piogge torrenziali, frane e alluvioni.”.La conseguenza di questo fatto è che: “piove sempre meno d’estate e sempre di più in inverno, passando dalla siccità agli allagamenti, con il suolo che non riesce neppure ad assorbire le precipitazioni violente ed improvvise”.La strada sembra quindi già decisa e , i più catastrofici, ritengono che ormai sia impossibile tornare indietro e che quindi l’unica soluzione è attrezzarsi a fronteggiare un’emergenza anche con breve anticipo perché questi sbalzi climatici dimostrano proprio la deriva, inesorabile, verso un mondo caldo e turbolento.
Fonte: National Oceanic and atmospheric administration.
1 Stefano Tibaldi, laurea in Fisica e specializzazione in Geofisica all´Università di Bologna, professore associato di Fisica generale dello stesso ateneo, ha diretto per 12 anni il Servizio IdroMeteoClimatologico (Simc) di Arpa Emilia-Romagna. E’ stato ricercatore presso l´Imperial College of Science and Technology di Londra, e dal 1977 al 1987 è stato ricercatore al Centro europeo di previsione meteorologica di Reading, in Inghilterra.
Fonte: National Oceanic and atmospheric administration.
1 Stefano Tibaldi, laurea in Fisica e specializzazione in Geofisica all´Università di Bologna, professore associato di Fisica generale dello stesso ateneo, ha diretto per 12 anni il Servizio IdroMeteoClimatologico (Simc) di Arpa Emilia-Romagna. E’ stato ricercatore presso l´Imperial College of Science and Technology di Londra, e dal 1977 al 1987 è stato ricercatore al Centro europeo di previsione meteorologica di Reading, in Inghilterra.
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