lunedì 17 novembre 2008

Nata da un dirittto

Ciao a tutti,

oggi ho letto un articolo che ho trovato su “la Repubblica delle donne” (15 novembre 2008), che tratta di una questione molto controversa: l’aborto.
Racconta la storia di Nania una bambina americana con la sindrome di down che ora trascorre una vita felice: va a scuola, sa leggere e scrivere e ogni giorno impara qualcosa di nuovo come tutti i bambini della sua età.
Quando in genitori di Nania seppero di aspettare una figlia con questo difetto cromosomico decisero, senza entrare nel panico, di pensare con calma a come agire per evitare di prendere decisioni affrettate di cui si sarebbero poi pentiti.
Hanno quindi scelto di sentire le voci, le parole e i racconti di chi questa situazione l’ha vissuta da vicino: ogni parere era diverso, ogni persona consigliava loro o di abortire o di non farlo a seconda di ciò in cui credevano.
Dopo tre giorni di pianti, discussioni, riflessioni e ripensamenti hanno deciso: Nania sarebbe nata.

Dunque, io credo che l’aborto sia un diritto delle donne che devono poter scegliere se affrontare o meno una gravidanza: ma allora perché parlare di questo articolo?

Per le parole della madre che in un talk show americano ha detto: “ Soltanto se noi donne difenderemo questo diritto, potremo vivere la gioia immensa, la paura, la responsabilità di essere cittadine libere e madri coscienti. Se avessi saputo di essere obbligata dalla legge, dalla mia chiesa, dallo stato a mettere al mondo Nania, oggi Nania non esisterebbe, perché sarei volata in Canada ad abortirla”.
E ha anche ringraziato tutte le donne, tutte le madri che in america hanno lottato e si sono battute per dare alle donne di oggi un diritto importante: il diritto di scegliere, il diritto di agire con consapevolezza e non perché costrette dalla legge o da un’istituzione, il diritto di avere dignità come persone.
E secondo me questa è la cosa più importante.

Fatemi sapere cosa ne pensate!
Ciao

Noemi

2 commenti:

  1. ciao...
    Sono d' accordo con te nell' affermare che l' aborto debba essere un diritto delle donne. Secondo me ogni donna dovrebbe avere il diritto di sceglire se partorire o meno perchè le conseguenze di tale atto sono irrevesibili. Nessuno può obbligare una donna a far nascere il proprio bambino, indipendentemente se è contro l' aborto o meno. Diventare mamma è tutt' altro che semplice e credo che costringere una donna a farlo sia un grosso errore perchè, se ad esempio questa non è pronta psicologicamente alla nuova realtà incombente, non diventerà una buona madre in quanto non è stata lei a sceglerlo ma è stata costretta.
    E' anche vero che esistono altre soluzioni a questo problema, come ad esempio dare il bambino in affidamento a qualcun altro, ma sinceramente quale madre con un po' di buon senso partorirebbe il proprio figlio per affidarlo a degli sconosciuti???

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  2. non potevi postare un intervento più saggio a riguardo, lo apprezzo moltissimo. concordo pienamente con quello che ha detto la madre dell'articolo, e ciò che più mi piace è che non ha dato una motivazione basata sulla legge o la religione, ma sulla psicologia. indipendentemente da leggi o non leggi (il discorso resti limitato all'aborto) una vita ha il valore che gli si dà, e se si è costretti a far nascere un figlio in ogni caso, come si fa a sapere quale sarà il suo vero valore, oltre a quello di persona?

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